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Ciliegiotti e una riflesione, per chi come me è stato denigrato in rete


In questi giorni in rete sono successe cose un po' spiacevoli, ci sono persone che fraintendono la libertà di pensiero e di stampa con la derisione, denigrazione e diffamazione del lavoro altrui, e persino con la violazione della privacy (come mettere nome cognome e email di un privato, seguiti da diffamazioni varie, su una pagina senza l'autorizzazione).

Alcune immagini sono state rubate da vari blog, per essere poi derise su facebook e in un blog da un gruppo di cuochi che non accettano di buon grado la presenza di food blogger (ma le immagini che sono in rete, ahimè non sono mai pubbliche, e una legge le tutela, per questo i blogger sono tutelati) .

Forse gli amministratori di questa pagina non sanno leggere il valore che la rete può avere anche per loro, perché non importa quanto una foto sia bella o brutta, un piatto sia fatto a regola d'arte (come nei ristoranti) o meno, ma importa che sia frutto del lavoro di una persona in ogni caso, risultato dell'amore per la cucina, e ben riuscito o meno che sia, non toglie lavoro ai cuochi, ma ne aggiunge, in quanto divulga la curiosità, la voglia di sperimentare e di assaporare, a casa, e fuori.

Personalmente, da quando ho il blog, il mio rispetto e la mia stima verso i cuochi (quelli che lo meritano, chiaro) sono aumentati, e la mia frequentazione di ristoranti anche. Credo quindi che si debba sempre saper leggere correttamente il lavoro degli altri, rispettarlo, non denigrarlo... E al ristorante se un piatto è buono, è buono e basta, per gli esperti e anche per i dilettanti.

Credo che decontestualizzare una foto di un piatto, senza spiegare il senso, il momento, gli ingredienti e le intenzioni sia un atto svilente, e lo sarebbe anche per piatti di cuochi. Al ristorante non basta l'aspetto visivo del piatto, bisogna assaggiarlo, e in rete, non basta l'aspetto visivo, bisogna leggere il seguito... Un po' come con le persone, la prima vista non basta per sapere se siano o meno delle belle persone.

I cuochi che cercano di salvare una categoria svilendone un'altra, sono sulla strada sbagliata, un piccolo gruppo di professionisti che denigra persone che si dilettano a scrivere ricette su un blog, non dimostra poi tanta professionalità, investe male le sue energie, e spreca il suo tempo prezioso, tempo che sarebbe utile per migliorarsi, studiare nuove ricette e deliziare le persone. Scelgono invece di denigrare le persone, peccato, mettono in ridicolo più sé stessi che il loro bersaglio. Ma questo non è un mio problema.

Il mio blog, come tanti altri, non ha pretesa di insegnare, ma di condividere esperimenti riusciti o meno, per il piacere della condivisione, perché porta contatti, consigli, confronto positivo e crescita personale. Non smetterò quindi di scrivere un blog perché le mie ricette non sono di alta cucina, anche perché se lo fossero, farei la cuoca e passerei il mio tempo nella cucina di un ristorante, senza preoccuparmi troppo di chi scrive ricette in rete. Il mio lavoro però è un altro, e la cucina è svago, come lo è il blog, che è fiero di esistere con  tutte le sue imperfezioni, perché in fondo non cerca la perfezione, ma ama la curiosità e l'intraprendenza di chi pur non essendo un professionista condivide le sue esperienze.

Ma espresso il mio pensiero, (questa è per me la libertà di pensiero, senza nomi, senza insulti, senza foto di chi mi dà fastidio o del suo lavoro), vi lascio una ricetta dolce e golosa, perché per me la dolcezza dovrebbe vincere sempre, per scacciare amaro, e frustrazione.

Questi biscotti li ho fatti con lo stesso impasto dei canestrelli, ho voluto dare un tocco di colore e un sapore diverso riempiendoli con Fiordifrutta alle ciliegie, visto che quest'anno le ciliegie si vedono poco e sanno di nulla (almeno, qui è così)... per fortuna esiste Fiordifrutta!

Ingredienti

125 g di burro
80 g di zucchero a velo
2 tuorli sodi
un pizzico di sale
100 g di fecola di patate
100 g di farina
una bacca di vaniglia
la scorza grattugiata di un limone
Fiordifrutta Rigoni di Asiago alle ciliegie

Procedimento

Lavorare a pomata il burro con lo zucchero a velo, la vaniglia, la scorza di limone e il pizzico di sale, fino ad ottenere una crema morbidissima.

A parte cuocere le uova, quindi prelevare i tuorli sodi e setacciarli nell'impasto di burro e zucchero.

Amalgamare bene, e aggiungere farina e fecola setacciate insieme. Impastare velocemente come una frolla e lasciare l'impasto in frigo mezz'ora avvolto in una pellicola.

Prelevare dei pezzetti di impasto e lavorarli a pallina, quindi premere con un dito al centro e praticare un buco, che riempirete con la marmellata del vostro gusto preferito. Io ho usato la Fiordifrutta Rigoni di Asiago alla ciliegia, che mi piace perché è dolcificata solo con zucchero della frutta, e poi è bio.

Cuocere sulla placca del forno (io uso la carta forno) per 12 minuti a 180° con forno statico.

Lasciare raffreddare su una griglia.





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2 commenti:

  1. hanno un aspetto squisito, un abbraccio SILVIA

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  2. Carissima... ma che ne parliamo a fare.... in rete, come nella vita reale, esiste gente che non ha un emerito BIIIIP da fare.... e se questi signori credono di fare un favore alla loro categoria svilendo e offendendo gli altri... beh... mi sa che non hanno capito un piffero! E se per caso mi giunge all' orecchio che un ristoratore che io conosco fa uno scherzo del genere, stai pur certa che quello nel suo ristorante non mi ci vede più! Allora si che sarebbe utile il suo sforzo! :-) lascia perdere gli idioti che ci sono in giro... e continua sulla tua strada...

    PS: questi biscottini sembrano proprio buonini! :-)

    RispondiElimina

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